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Tema

Passaggio della contabilità
in corso d’anno

Per cambiare chi tiene la contabilità non serve aspettare la fine dell’anno. Servono un piano, dati completi e una data di passaggio ben definita.

Come si presenta di solito

I motivi sono diversi: l’impresa è cresciuta e lo studio attuale non tiene più il passo, la responsabile contabile se n’è andata, il gruppo vuole tutte le società in un unico posto o semplicemente mancano risposte alle domande. La decisione arriva spesso a metà anno – e allora nasce il timore che il cambio crei confusione in dichiarazioni, stipendi e bilancio.

Non è detto. La contabilità si può trasferire alla fine di un mese qualsiasi. La condizione è che il contabile uscente chiuda quel mese, consegni i dati completi e che i saldi di partenza vengano verificati. Dichiarazioni, versamenti delle imposte e cedolini proseguono con il loro ritmo – cambia solo chi li prepara.

Il passaggio è anche una buona occasione per guardare la contabilità con occhi nuovi. Non per cercare colpevoli, ma per sapere da quale situazione partiamo e perché le questioni del passato non ritornino nel momento meno opportuno.

Punti delicati

  • Il contratto con lo studio uscente

    Conviene cominciare verificando il periodo di preavviso e ciò che il contratto prevede sulla consegna di documenti e dati. È bene lasciarsi in buoni rapporti – nei primi mesi è normale avere domande per il contabile precedente.

  • Dati, non solo stampe

    Per un passaggio senza intoppi servono le scritture contabili in formato elettronico, le partite aperte con clienti e fornitori, il registro dei beni ammortizzabili, i registri IVA e i fascicoli del personale. I soli prospetti su carta significano ricostruzione manuale e rischio di errori.

  • Un’unica data di passaggio

    Conviene fissare il giorno dal quale la contabilità passa alla nuova squadra e mettere per iscritto chi prepara le dichiarazioni del mese di transizione. Così nessuna dichiarazione verrà presentata due volte e nessuna verrà dimenticata.

  • Le paghe non aspettano

    Stipendi, contributi e acconti hanno scadenze fisse, e i dipendenti non devono accorgersi del cambio. Personale e paghe si trasferiscono con tutta la loro storia: contratti, ferie, assenze per malattia, basi di calcolo. Di solito è la parte più impegnativa del passaggio.

  • Accessi e deleghe

    Banca, ufficio delle imposte, previdenza sociale, firme elettroniche – la nuova squadra ha bisogno di deleghe, e quelle vecchie vanno revocate. Un elenco degli accessi preparato all’inizio evita tensioni alla prima scadenza.

Come lavoriamo – passo dopo passo

  1. Parliamo delle esigenze

    Chiediamo come funziona l’impresa, che cosa è mancato finora e di quali rendiconti ha bisogno la direzione. Definiamo l’ambito: solo contabilità o anche personale, paghe e rendicontazione per il gruppo.

  2. Fissiamo il piano e la data di passaggio

    Mettiamo per iscritto che cosa consegnerà lo studio uscente e quando, chi presenta quali dichiarazioni e chi risponde di che cosa nel periodo di transizione. Concordiamo il piano anche con lo studio uscente.

  3. Acquisiamo i dati e verifichiamo i saldi

    Carichiamo le scritture, riconciliamo le partite aperte, i conti bancari e le posizioni verso l’ufficio delle imposte e la previdenza sociale. Così si sa da quale situazione partiamo.

  4. Riferiamo ciò che troviamo

    Le consegniamo un breve elenco di punti da chiarire o correggere – con una valutazione di che cosa è urgente e che cosa può aspettare. Sulle rettifiche decide Lei, dopo averne conosciuto gli effetti.

  5. Contabilità e paghe senza interruzioni

    Dalla data del passaggio prepariamo dichiarazioni, versamenti delle imposte e cedolini alle scadenze consuete. Definiamo un flusso stabile dei documenti e un calendario delle chiusure mensili.

  6. Chiudiamo l’anno

    L’esercizio si chiude con un unico bilancio che comprende entrambi i periodi – prima e dopo il passaggio. Se il bilancio è soggetto a revisione, collaboriamo con il revisore.

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